Webflow per le aziende italiane: perché abbiamo scelto di lavorare così

Webflow per le aziende italiane: perché abbiamo scelto di lavorare così
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Webflow per le aziende italiane: perché abbiamo scelto di lavorare così

In Italia, se un'azienda vuole un sito, per quindici anni la risposta è stata una sola: WordPress. Noi abbiamo scelto un'altra strada, e visto che ce lo chiedono spesso, vale la pena spiegare perché — compresi i casi in cui Webflow non è la scelta giusta.

Cos'è Webflow, detto semplice

È la piattaforma su cui progettiamo e pubblichiamo i siti. La differenza rispetto all'approccio tradizionale è che non si parte da un tema comprato da adattare: si disegna il sito da zero, e la piattaforma si occupa da sé di sicurezza, aggiornamenti e velocità.

Per chi commissiona il sito questo si traduce in tre cose concrete: nessuna manutenzione tecnica da presidiare, un design non riconducibile a un template, e la possibilità di aggiornare i contenuti da soli.

Cosa cambia davvero per un'azienda

Non ti svegli con il sito rotto

Il ciclo classico lo conoscono tutti: plugin da aggiornare, un aggiornamento che ne rompe un altro, il sito che va giù di sabato. Con Webflow quello strato semplicemente non esiste: non ci sono plugin da mantenere né server da presidiare.

È veloce senza doverci lavorare sopra

La velocità non è un dettaglio tecnico: è la prima cosa che decide se chi arriva resta o torna indietro. Webflow genera codice pulito e serve le pagine da una rete distribuita, quindi il sito è rapido di partenza, senza rincorrere ottimizzazioni.

Puoi aggiornarlo tu

È il punto che ci sta più a cuore. Consegniamo i siti in modo che tu possa cambiare un testo, sostituire una foto o pubblicare una notizia da solo, senza il timore di rompere qualcosa e senza dover scrivere a noi per ogni virgola.

Il design non ha vincoli

Su un tema comprato ci sono cose che semplicemente non si possono fare, e alla fine il sito somiglia a mille altri. Qui l'identità dell'azienda decide la forma del sito, non il contrario. Per uno studio che si occupa anche di brand identity, è la condizione minima per lavorare bene.

Quando Webflow NON è la scelta giusta

Sarebbe comodo dire che va bene sempre. Non è così, e preferiamo essere onesti anche quando ci toglie lavoro.

  • Progetti editoriali molto grandi. Redazioni con molti autori, flussi di approvazione complessi, archivi enormi: WordPress ha vent'anni di strumenti pensati per questo.
  • E-commerce molto strutturati. Per cataloghi ampi, logiche di magazzino complesse o vendita internazionale articolata, piattaforme dedicate come Shopify sono più attrezzate.
  • Integrazioni molto specifiche. Se il sito deve dialogare a fondo con gestionali particolari, va verificato caso per caso.
  • Se hai già chi cura bene il tuo WordPress. Un sito ben tenuto da qualcuno di competente non va cambiato per moda.

Nella maggior parte dei casi che incontriamo — aziende che vogliono una presenza curata, credibile e facile da gestire — Webflow è la scelta migliore. Ma la piattaforma viene dopo il progetto, mai prima.

Passare da WordPress a Webflow

È una domanda che ci arriva spesso, di solito da chi è stanco della manutenzione o si ritrova con un sito appesantito da anni di aggiunte.

La migrazione è fattibile e non comporta interruzioni: il sito nuovo si costruisce in parallelo, i contenuti che funzionano si recuperano, e al momento del passaggio si impostano i reindirizzamenti dai vecchi indirizzi. Fatta così, non si perdono le posizioni acquisite su Google — spesso si guadagna, perché il sito diventa più veloce e meglio strutturato.

Il ragionamento completo sul confronto tra le due piattaforme sta in Webflow o WordPress, mentre gli aspetti pratici del rifacimento li abbiamo raccolti in rifare il sito aziendale.

Come lavoriamo

Siamo uno studio di design a Reggio Emilia. Non partiamo dalla tecnologia: partiamo da cosa fa la tua azienda, a chi si rivolge e cosa deve ottenere il sito. Webflow è lo strumento con cui costruiamo, non il motivo per cui ci scegli.

Se vuoi vedere il metodo, sta tutto nella pagina dedicata alla realizzazione di siti web.

Domande frequenti

Webflow va bene per una piccola azienda italiana?

Sì, ed è anzi dove rende di più: chi non ha una persona dedicata all'informatica guadagna moltissimo dal non doversi occupare di manutenzione e sicurezza.

Posso gestire il sito da solo dopo la consegna?

Sì. È uno dei motivi per cui lo usiamo. Testi, immagini e contenuti si aggiornano da un'interfaccia semplice, senza toccare codice.

Il sito è mio anche se è fatto in Webflow?

Il dominio e i contenuti sono tuoi, sempre, e il progetto può essere trasferito sul tuo account. È un tema che vale la pena chiarire con chiunque, non solo con noi: ne parliamo in cambiare web agency.

Webflow è buono per il posizionamento su Google?

Le fondamenta sono ottime: codice pulito, velocità, controllo completo su titoli e struttura delle pagine. Poi il posizionamento dipende dai contenuti e dal lavoro nel tempo, come su qualsiasi piattaforma.

Si può fare un e-commerce in Webflow?

Sì, e per cataloghi contenuti e curati funziona molto bene. Per e-commerce molto grandi o con logiche complesse valutiamo insieme se ha senso una piattaforma dedicata.

Lavorate solo a Reggio Emilia?

Siamo a Reggio Emilia e seguiamo molti progetti tra Reggio, Modena e Parma, ma su Webflow lavoriamo con aziende ovunque: la distanza non è mai stata un problema.

Se stai valutando il sito della tua azienda e vuoi capire se Webflow ha senso nel tuo caso — anche se la risposta fosse no — scopri come lavoriamo o scrivici.

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