
Aggiornato a settembre 2026 · di Samuel, Interno Undici
A Reggio i muri parlano da anni. Noi ne dipingiamo qualcuno, e gli altri li andiamo a vedere appena possiamo. Questa è la nostra guida ai murales a Reggio Emilia: dove sono, chi li ha fatti, come arrivarci. Si parte dalle ex Reggiane, che per la street art sono un pezzo di storia. Poi il centro, i quartieri, la periferia nord e la provincia, fino all'Appennino.
In fondo trovi due cose che le altre guide non hanno: i muri che abbiamo dipinto noi in zona, che puoi andare a vedere, e come nasce un murale dal muro vuoto alla parete finita. Tutte le opere di cui parliamo si guardano da fuori, dalla strada o dal parco. Nessuna richiede di scavalcare niente.
Info rapide
Le Officine Meccaniche Reggiane sono state una delle grandi fabbriche italiane del Novecento. Dismesse, per anni i loro capannoni sono diventati il posto dove gli artisti venivano a cercare muri grandi. Prima pochi, poi tanti, anche dall'estero. Oggi l'area è il Parco Innovazione e Turismo Reggiano la racconta come il più grande laboratorio di street art d'Europa.
I murales si vedono lungo il perimetro dell'area, dalla ferrovia e dal viale d'accesso, sui capannoni 17 e 18 riqualificati e intorno al Tecnopolo. Tra i nomi che trovi sui muri: Collettivo FX, Nemo's, Bibbito, Gas, Rhiot, Caker. Stili diversissimi, dal figurativo alle lettere, spesso uno accanto all'altro.
Poco lontano, in via Bligny 52, c'è "La macchina del futuro" del Collettivo FX, del 2013, dedicata al partigiano Pistelli.
Per conoscere le opere, gli artisti e le storie dietro ogni muro c'è la Reggiane Urban Gallery: una galleria virtuale con mappa, artisti e opere dell'area. Periodicamente vengono organizzate visite guidate su prenotazione: le date aggiornate le trovi sui canali ufficiali del turismo reggiano.
Una cosa detta chiara: non entrare nei capannoni abbandonati. Sono edifici dismessi e non sono aperti al pubblico. Tutto quello che serve vedere si vede da fuori o con una visita organizzata.
In città i murales sono sparsi: su scuole, palestre, parchi, biblioteche. Molti nascono da progetti con il Comune. Ecco quelli da mettere in lista.
In via Gazzata c'è uno dei muri più citati della città. Lo hanno dipinto nel 2015 Kalinda, Neko, Psiko e Signora K: quattro mani diverse per un tema solo, la conoscenza, tra mito e scienza.
Reggio è una città di basket, e si vede. Sul PalaBigi, il palazzetto di via Guasco, Tricky e Stone hanno dipinto nel 2022 "The Black Mamba", omaggio a Kobe Bryant.
Kobe ha vissuto a Reggio da bambino, quando suo padre giocava in Italia. Nel 2020, al parco del Noce, in fondo a via della Canalina e accanto al campetto dove giocava, il writer reggiano Neko ha dipinto Kobe e la figlia Gianna con la scritta "Reggio vi ama". Il muro è nato da due ragazzi appassionati di basket e da una raccolta fondi online.
Nel quartiere Crocetta ci sono due lavori di Castagnetti. "Come se piovesse", firmato con Hang, è sulla biblioteca San Pellegrino – Marco Gerra. "Ubuntu" è sulla palestra della scuola Dalla Chiesa. Sono muri che parlano a chi il quartiere lo vive tutti i giorni, non ai turisti.
Al centro sociale del Gattaglio c'è un intervento di Giulio Vesprini. È un po' fuori dai giri classici: mettilo in lista se sei in bici e hai tempo.
A nord del centro la street art si mescola con capannoni, circoli e strade di quartiere. Tre tappe:
Se hai l'auto e una giornata libera, la provincia di Reggio Emilia ha muri che valgono il viaggio. Alcuni sono in mezzo alle colline, dove non te li aspetti.
Nel 2014 i borghi di Vedriano e Trinità, nel comune di Canossa, hanno ospitato la Sagra della Street Art. Hanno dipinto Julieta XLF, Collettivo FX, Kalinda, Signora K, Nemo's e Astro Naut, che ha lavorato sulla scuola di via Trinità 37. Tra i muri c'è anche un vecchio casello del Parmigiano dismesso. È una delle cose più belle da vedere in provincia: street art e Appennino, senza traffico.
Sono opere di qualche anno fa: prima di partire, verifica che siano ancora visibili.
Siamo Interno Undici, studio creativo di Reggio Emilia fondato nel 2022 da Samuel e Sebastiano. I murales li progettiamo e li dipingiamo noi, con il nostro team e, sui progetti più grandi, con una rete di artisti. Non siamo "la street art di Reggio": siamo uno studio che dipinge muri su commissione. Questi sono tre lavori in zona che puoi andare a vedere.

Nel 2025 abbiamo ridisegnato da zero il campo da basket di Vezzano sul Crostolo per il Comune. La grafica l'abbiamo scelta insieme agli abitanti: il campo è loro, era giusto così. È un campo pubblico, si può andare a vedere e anche a giocarci. Se ti piacciono i campi dipinti, guarda anche il playground del Bargello a Bologna.
Due facciate, una murata di 40 metri, oltre 200 metri quadri di colore dedicati allo sport e ai ragazzi. È il murale di 200 m² della Polisportiva Pegaso. Lo vedi dall'esterno della polisportiva.
Tra il 2024 e il 2025 abbiamo dipinto tre murales, uno per parete: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ogni muro è un capitolo di Dante. Qui la differenza è che i murales del Pub Divina Commedia sono dentro il locale: per vederli devi entrare, magari per una birra.
Gli altri lavori, anche fuori Reggio, sono nel portfolio.
Chi guarda un murale vede il risultato. Dietro ci sono giorni di lavoro, e buona parte succede prima di aprire un barattolo di vernice. Ecco come lavoriamo noi.
Si parte sempre dal muro: misure vere, altezza, supporto, luce, cosa c'è intorno, chi ci passa davanti. Poi il contesto: un campo da basket non chiede lo stesso disegno di un pub o di una facciata su strada. Da qui nascono reference, concept, composizione e palette.
Il concept diventa un bozzetto, poi un mockup sulla foto reale della parete. È il momento in cui si decide tutto: colori, proporzioni, dettagli. Le correzioni si fanno lì, sul mockup, non con il pennello in mano.
Il muro si prepara: pulizia, fondo, primer se serve. Poi si dipinge con pennelli e rulli. Fuori usiamo vernici per esterni che reggono sole, pioggia e gelo. Sulle superfici grandi lavoriamo per sezioni, per avere un risultato uniforme. Se il muro è alto servono trabattelli o piattaforme, da programmare per tempo.
Alle ex Reggiane tanti muri sono nati in autonomia, da artisti che cercavano spazio. In città molti altri nascono da progetti con il Comune: Reggio ha un tavolo della street art con gli artisti locali e partecipa a progetti europei come STAR 2.0. Poi ci sono i murales commissionati da privati, come i nostri. Per i permessi su un muro specifico non esiste una regola unica: si verifica caso per caso, con il proprietario e, se il muro dà su spazio pubblico, con il Comune.
Quanto ci vuole? In zona, la maggior parte dei murales si dipinge in uno o pochi giorni sul posto, dopo sopralluogo e mockup. Il processo completo lo raccontiamo nella pagina dei murales per locali e sport.
Il cuore sono le ex Reggiane, oggi Parco Innovazione, con decine di opere visibili dal perimetro e dai capannoni 17 e 18. In città non perderti via Gazzata, il PalaBigi e il parco del Noce. In provincia, Vedriano e Trinità di Canossa e lo Snatt di Campegine.
Le opere sul perimetro, sui capannoni riqualificati e al Tecnopolo si vedono liberamente da fuori. Per entrare nei dettagli ci sono visite guidate su prenotazione, organizzate periodicamente, e la galleria virtuale Reggiane Urban Gallery. Non entrare nei capannoni abbandonati: non sono aperti al pubblico.
Al parco del Noce, in fondo a via della Canalina, accanto al campetto dove Kobe giocava da bambino. Lo ha dipinto il writer reggiano Neko nel 2020: Kobe e la figlia Gianna con la scritta "Reggio vi ama". Un altro omaggio, "The Black Mamba" di Tricky e Stone, è sul PalaBigi.
È l'evento che nel 2014 ha portato la street art nei borghi di Vedriano e Trinità, nel comune di Canossa. Hanno dipinto, tra gli altri, Julieta XLF, Collettivo FX, Kalinda, Signora K, Nemo's e Astro Naut, anche su una scuola e su un vecchio casello del Parmigiano.
La scena è ampia. Tra i nomi che trovi più spesso sui muri della città e della provincia ci sono il Collettivo FX, Nemo's, Neko, Kalinda, Psiko e Signora K. Alle Reggiane trovi anche Bibbito, Gas, Rhiot e Caker, e artisti arrivati da tutta Europa e oltre.
Il Comune non pubblica un elenco di muri liberi. Chi vuole dipingere o proporre un progetto può rivolgersi al Portale Giovani del Comune di Reggio Emilia, che segue il tavolo reggiano della street art. Su qualsiasi altro muro serve il permesso del proprietario.
Dipende da dimensioni e disegno. In zona la maggior parte dei murales si dipinge in uno o pochi giorni sul posto. Prima ci sono sopralluogo, concept e mockup sulla foto della parete. Facciate molto grandi o più pareti richiedono più giornate, e con pioggia o freddo fuori non si dipinge.
Sì, è quello che facciamo. Dipingiamo murales per pub, ristoranti, palestre, polisportive e campi da basket, in zona Reggio Emilia e non solo. Per partire basta una foto del muro con le misure indicative: trovi tutto nella pagina dei murales su commissione.
Se questa guida ti ha fatto venire voglia di un muro tuo, per un locale, una palestra o un campo, scrivici. In zona Reggio Emilia un murales parte da 700-800 €, poi il prezzo cresce con dimensioni, complessità e distanza: lo spieghiamo per bene in quanto costa un murales. Mandaci una foto della parete e ti diciamo cosa si può fare.
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Fonti: Portale Giovani, Comune di Reggio Emilia · Quaderno del Comune di Reggio Emilia · Reggiane Urban Gallery · Turismo Reggiano (reggioemiliawelcome.it).
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